Ci sono domande che attraversano il dibattito pubblico italiano da diversi anni: dove sono i giovani? Perché si allontanano dalla politica, dalle urne, dalle istituzioni? E cosa si sta facendo per rimuovere gli ostacoli che rendono così difficile per loro costruire un percorso di vita autonomo e significativo?

La risposta arriva da un’iniziativa che ci ha colpito e come riporta Vita.it: “22 associazioni hanno lanciato “Ci siamo! Potere e libertà per le nuove generazioni”: una piattaforma con nove proposte concrete per affrontare altrettanti ostacoli che oggi frenano i percorsi di vita dei giovani in Italia.”

Un processo lungo nove mesi

La piattaforma non è nata in una notte. È il frutto di un processo di confronto collettivo durato oltre nove mesi, costruito con pazienza e rigore da realtà molto diverse tra loro: Acli, ActionAid, Adi, Arci, Cittadinanzattiva, Collettivo Tirtenlà, Comunet, CoNNGI, Dedalus, Diciassette aps, Fantapolitica, Fondazione Comunità di Messina, Forum Disuguaglianze e Diversità, Legambiente, Porco Rosso Arci, Presidio Patto Simeto, Questa è la mia terra, Rena, Scomodo, Tortuga, Visionary, YOUng Caritas.

Il risultato sono un insieme di proposte operative pensate per parlare anche ai giovani più distanti dalla partecipazione, quelli che non si riconoscono nelle forme tradizionali di impegno civico.

Un dato su tutti racconta l’urgenza del tema: l’assenteismo elettorale nella fascia 18-30 anni alle elezioni politiche è passato da una media del 13% circa nel periodo 1994-2006 a circa il 40% nel 2022. Si tratta di sfiducia strutturale, alimentata da ostacoli che la politica ha sistematicamente ignorato.

I tre nodi critici

I promotori della piattaforma identificano tre nodi fondamentali che tengono le nuove generazioni in una condizione di stallo:

Autonomia materiale: con salari bassi, lavoro precario, affitti proibitivi e carichi di cura sempre più pesanti, soprattutto per le donne, il patrimonio familiare di partenza è diventato determinante per le scelte di vita. 

Voce non riconosciuta: milioni di giovani che studiano, lavorano e partecipano senza però godere di una cittadinanza piena, con diritti reali e potere di incidere sulle decisioni collettive.

Sistema formativo-relazionale: una scuola definanziata, una fragilità psicologica crescente e una vita che “mangia il tempo”, lasciando poco spazio per costruire relazioni, progettare il futuro e immaginare alternative.

Le nove proposte

Da questa diagnosi nascono le nove proposte della piattaforma, una per ogni dimensione della vita giovanile:

Istruzione scolastica: dare peso reale alla voce di studenti e studentesse attraverso patti educativi di comunità e strumenti di monitoraggio territoriale.

Nuova cittadinanza: riforma organica per garantire la cittadinanza a chi nasce e cresce in Italia, compresi i figli di genitori già naturalizzati.

Patrimonio di partenza: eredità universale di 15.000 euro per ogni persona che compie 18 anni, finanziata da una riforma progressiva della tassazione su donazioni ed eredità.

Università: uguali opportunità di accesso con abolizione delle tasse universitarie, numero aperto, sostegno alle persone con vulnerabilità, rafforzamento dei dottorati.

Spazi di pubblico incontro: creazione di Case di futuro: luoghi dove i giovani possano trovare connessioni, supporto, spazi di espressione e confronto su temi come lavoro, diritti, crisi climatica.

Lavoro: salario minimo, contratti veri e una pensione garantita che tuteli chi oggi lavora in modo discontinuo.

Lavoro pubblico: cambiamento organizzativo nella pubblica amministrazione che valorizzi il contributo delle nuove generazioni e lo trasformi in motore di sviluppo.

La cura: asili accessibili e flessibili per dare alle persone, soprattutto alle donne, più libertà di scegliere la propria vita.

Casa: affitto accessibile e studentati pubblici come condizioni base di autonomia.

Perché ci riguarda

Siamo l’Agenzia di Comunicazione Onlus nata dall’inclusione lavorativa. Ogni giorno lavoriamo per costruire spazi, fisici e digitali, in cui ogni persona possa esprimere il proprio talento, indipendentemente dal punto di partenza.

Per questo la piattaforma “Ci siamo!” ci parla direttamente: molte delle barriere che descrive, la precarietà, la mancanza di autonomia, la voce non riconosciuta, sono le stesse che incontriamo nel lavoro quotidiano con le organizzazioni del Terzo Settore e con le persone che ne fanno parte.

Partecipazione, inclusione, cittadinanza attiva sono il risultato di scelte politiche, organizzative e comunicative concrete. 

Fonte: Vita.it – “Ci siamo! Una piattaforma per liberare il potenziale delle nuove generazioni”, di Daria Capitani

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