Ogni anno, quando compili la dichiarazione dei redditi, hai la possibilità di destinare il 5×1000 a un ente del Terzo Settore, una cooperativa sociale o un’organizzazione non profit. Non ti costa nulla, è una quota delle tasse che pagheresti comunque, ma per chi la riceve può fare una differenza enorme.
In questo articolo spieghiamo cos’è il 5×1000, come funziona, a chi destinarlo e cosa succede se non esprimi nessuna scelta.
Cos’è il 5×1000
Il 5×1000 (cinque per mille) è una quota pari allo 0,5% dell’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) che i contribuenti possono destinare per finanziare enti e iniziative di interesse sociale. In pratica, in sede di dichiarazione dei redditi, ciascuno può firmare in uno degli appositi riquadri dedicati al 5×1000, indicando l’eventuale codice fiscale di uno specifico ente non profit a cui vuole destinare la quota.
È importante non confonderlo con l’8×1000, che riguarda la destinazione a istituzioni religiose o allo Stato, né con il 2×1000, riservato ai partiti politici. Il 5×1000 è lo strumento pensato specificamente per sostenere il mondo del volontariato, della ricerca e del Terzo Settore.
Come funziona il 5×1000: non costa nulla
Destinare il 5×1000 non è un’ulteriore tassa né una donazione extra: è semplicemente un diverso utilizzo di una parte delle imposte che comunque ogni contribuente deve versare allo Stato. L’ammontare dell’IRPEF dovuta non cambia in base alla scelta del 5×1000.
Se firmi per destinare il 5×1000 a un ente, pagherai esattamente la stessa imposta IRPEF che pagheresti non firmando affatto. L’unica differenza è che, nel primo caso, lo Stato girerà lo 0,5% della tua IRPEF all’organizzazione da te indicata, mentre nel secondo caso trattiene quella quota nelle proprie casse.
Per questo si dice spesso che il 5×1000 è “una firma che non costa nulla ma vale tanto“: perché consente di trasformare una frazione delle tasse dovute in un aiuto concreto a favore di chi ne ha bisogno.
Come si destina il 5×1000: istruzioni pratiche
Destinare il 5×1000 è semplice: basta apporre la propria firma nel riquadro corrispondente alla categoria di enti che si vuole sostenere e, se si ha un’organizzazione precisa in mente, scriverne anche il codice fiscale accanto alla firma.
Puoi farlo in tre modi:
- Nel modello 730: trovi la sezione “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF“. Firma nel riquadro della categoria scelta e inserisci il codice fiscale dell’ente.
- Nella Certificazione Unica (CU): stessa sezione, stesso procedimento. Chi non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi può compilare la scheda CU e consegnarla in busta chiusa a un CAF, a un commercialista o all’ufficio postale.
- Nel Modello Redditi PF: la sezione è nella stessa pagina dell’8×1000, ma il funzionamento è identico.
In tutti i casi, sarà l’Agenzia delle Entrate a raccogliere le scelte e a provvedere, qualche mese dopo, a erogare le somme agli enti indicati.
A chi destinare il 5×1000: le categorie ammesse
La legge prevede diverse categorie di enti che possono ricevere il 5×1000:
- Organizzazioni di volontariato, onlus e associazioni di promozione sociale: è il riquadro più utilizzato, quello che sostiene cooperative sociali, associazioni e fondazioni non profit
- Enti della ricerca scientifica e dell’università
- Enti della ricerca sanitaria
- Attività sociali svolte dal Comune di residenza
- Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI
- Enti gestori delle aree protette
- Sostegno delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici
Se hai un ente specifico in mente, ti basta il suo codice fiscale. Se vuoi sostenere una categoria in generale senza indicare un ente preciso, puoi firmare senza scrivere nessun codice.
Cosa succede se non si sceglie il 5×1000
Il 5×1000 non è obbligatorio: nessuno è tenuto a esprimere una scelta. Se non firmi nello spazio del 5×1000, quella quota rimane nelle casse dello Stato. Non va a nessun ente del Terzo Settore, non viene ripartita automaticamente tra le organizzazioni iscritte, semplicemente non viene destinata.
Questo significa che ogni firma conta davvero. Gli enti non profit, soprattutto quelli più piccoli e radicati nel territorio, dipendono in modo significativo dalle scelte dei contribuenti per finanziare i propri progetti.
Come viene ripartito il 5×1000 non destinato
Se un contribuente firma ma non indica nessun codice fiscale, la sua quota viene ripartita proporzionalmente tra tutti gli enti che hanno ricevuto almeno una preferenza nella stessa categoria. Se invece non firma affatto, la quota resta allo Stato.
Domande frequenti sul 5×1000 (FAQ)
Il 5×1000 è obbligatorio?
No, non è obbligatorio. È una scelta volontaria del contribuente. Se non si firma, quella quota rimane allo Stato.
Destinare il 5×1000 mi costa qualcosa?
No. L’importo delle tasse che paghi non cambia. Il 5×1000 è semplicemente una diversa destinazione di una quota che lo Stato tratterrebbe comunque.
Posso destinare il 5×1000 anche se non faccio la dichiarazione dei redditi?
Sì. Chi non è obbligato alla dichiarazione può compilare la scheda nella Certificazione Unica (CU) e consegnarla in busta chiusa a un CAF, commercialista o ufficio postale.
Cosa succede se non indico nessun codice fiscale?
La tua quota viene ripartita proporzionalmente tra tutti gli enti che hanno ricevuto almeno una preferenza nella stessa categoria che hai scelto.
Cosa succede se non firmo affatto?
La quota rimane nelle casse dello Stato e non viene destinata a nessun ente del Terzo Settore.
Come trovo il codice fiscale di un ente a cui voglio destinare il 5×1000?
Puoi cercarlo sul sito dell’Agenzia delle Entrate, che pubblica ogni anno l’elenco degli enti ammessi al 5×1000, oppure direttamente sul sito dell’organizzazione che vuoi sostenere.
Come comunicare il 5×1000 della tua organizzazione
Se rappresenti una cooperativa sociale, una onlus, un’associazione o una fondazione, sai quanto sia importante ogni anno ricordare ai tuoi sostenitori di destinare il 5×1000 alla tua organizzazione. Non basta essere iscritti agli elenchi dell’Agenzia delle Entrate: bisogna farsi trovare, farsi ricordare e spiegare chiaramente come fare.
Una campagna 5×1000 efficace deve rispondere a tre domande semplici che il tuo pubblico si pone:
- Perché scegliere proprio la tua organizzazione?
- Come si fa concretamente?
- Cosa cambia davvero grazie a quella firma?
Gli strumenti più efficaci per comunicarlo sono:
- Pagina dedicata sul sito
- Post sui social con istruzioni chiare
- Newsletter prima della stagione delle dichiarazioni dei redditi
- Materiali grafici scaricabili con il codice fiscale, il promemoria e le istruzioni per la firma
Se vuoi costruire una campagna 5×1000 che funzioni, possiamo aiutarti a progettarla e realizzarla, dalla strategia ai contenuti, fino alla grafica.



