Da qualche tempo utilizziamo Claude, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic, come strumento quotidiano nel nostro, ma perché proprio Claude? Ve lo raccontiamo in questo articolo.
L’AI che usiamo in agenzia
Prima di spiegare la scelta, vogliamo raccontare come usiamo l’intelligenza artificiale: siamo un’agenzia di comunicazione onlus e cooperativa sociale, attiva dal 1995, con una lunga storia nel terzo settore milanese. Da quando i modelli di linguaggio hanno iniziato a diventare strumenti professionali seri, abbiamo deciso di impararli e capirli.
Abbiamo seguito Good Loop: l’Academy AI per il Terzo Settore e abbiamo iniziato a usare l’AI per liberare tempo verso le attività che contano di più: la strategia, la relazione con i clienti, la qualità del pensiero.
Il risultato di questa riflessione è stata anche una scelta precisa degli strumenti e quindi di spostarci su Claude.
Perché proprio Claude?
Quando abbiamo iniziato a valutare quale strumento AI integrare nel nostro flusso di lavoro, abbiamo incontrato un’affermazione che circolava online: “Claude è il modello di intelligenza artificiale più etico.” frase che ci ha fatto riflettere e usarla così, come fatto assoluto, sarebbe stato contrario al modo in cui crediamo si debba comunicare.
La verità è che nessuno può certificare quale AI sia “la più etica” in senso assoluto: non esistono classifiche ufficiali, non esiste un organismo che valuti i modelli su questa dimensione e la stessa parola “etica” applicata a un sistema tecnologico è multidimensionale, perché riguarda la trasparenza, l’equità, la privacy, la sicurezza, l’impatto sul lavoro, le scelte aziendali di chi la sviluppa.
Quello che possiamo dire è che Anthropic ha un approccio alla sicurezza e alla responsabilità dell’AI che ci è sembrato coerente con i nostri valori.
Cosa ci ha convinto di Anthropic
Tre elementi, in particolare, hanno pesato nella nostra valutazione:
L’IA Costituzionale: Anthropic ha sviluppato un approccio chiamato “IA Costituzionale”: invece di basarsi solo su regole imposte dall’esterno, Claude è addestrato a valutare le situazioni sulla base di principi espliciti, ispirati ai diritti umani e alla beneficenza.
La trasparenza sul ragionamento: Claude, nella nostra esperienza, tende a spiegare perché non fa qualcosa, invece di rispondere con un rifiuto secco. Questo ci sembra importante perché riflette un’idea di comunicazione come dialogo, differente dal semplice comando e risposta.
Una cultura aziendale orientata alla sicurezza: Anthropic è stata fondata con una missione esplicita sulla sicurezza dell’AI a lungo termine. Questo non significa che sia immune da interessi commerciali, ma tiene al centro il pensiero su quali conseguenze ha quello che stiamo costruendo.
L’AI come specchio delle scelte che facciamo
Possiamo affermare con certezza di aver scelto Claude consapevolmente, dopo una valutazione, e che la scelta è coerente con il modo in cui lavoriamo: cerchiamo strumenti che riflettano i nostri valori e per una cooperativa sociale è fondamentale la coerenza tra valori dichiarati e scelte operative.
Abbiamo un principio che guida il nostro lavoro da trent’anni: le parole plasmano la realtà, che si trova nel punto 6 del nostro manifesto, questo vale per la comunicazione che produciamo per i nostri clienti, per come parliamo degli strumenti che usiamo e per come interagiamo con essi.
Scegliere un’intelligenza artificiale è una scelta chiara su chi vogliamo supportare, quali modelli di sviluppo tecnologico vogliamo incoraggiare, come vogliamo che il settore evolva. Abbiamo scelto Claude perché, alla luce di quello che sappiamo, ci sembrava la scelta più coerente con quello che siamo e continuiamo a monitorare, a valutare e a formarci.
Nel mondo dell’AI, chi si ferma sceglie di restare indietro.



