“Buon lavoro“. Lo diciamo spesso, quasi per abitudine, lo scriviamo nelle mail, lo diciamo ai colleghi la mattina, lo usiamo come saluto prima di una riunione importante. 

Ci siamo mai fermati a chiederci cosa significa? Per noi, il buon lavoro è una scelta quotidiana, il modo di stare nel mondo professionale che abbiamo costruito in oltre trent’anni di storia.

Il lavoro è il luogo in cui si costruisce qualcosa

Il lavoro occupa una parte enorme della nostra vita, in termini di ore, relazioni, di significato e di identità, eppure troppo spesso viene trattato come qualcosa da sopportare, da ottimizzare e/o ridurre al minimo indispensabile.

Crediamo che si possa fare diversamente: il buon lavoro è il lavoro che crea legami oltre che risultati e che mette al centro le persone. È quello che considera la qualità della vita di chi lavora tanto quanto la qualità di ciò che produce.

Questa convinzione arriva dall’esperienza diretta del lavoro con persone che hanno bisogno di essere viste, valorizzate e accompagnate, e che, quando lo sono state, hanno dato il meglio di sé.

Collaborare è il primo atto del buon lavoro

Il buon lavoro è sempre un lavoro di squadra. Ogni progetto che realizziamo è il risultato di più persone che portano prospettive, competenze e storie diverse, e proprio la diversità è fonte del lavoro migliore.

Collaborare significa anche scegliere con cura con chi lavorare. I clienti, i partner, i fornitori e le relazioni che costruiamo intorno al lavoro definiscono il tipo di lavoro che siamo in grado di fare.

Un buon lavoro nasce da relazioni basate sulla fiducia, sulla trasparenza e sul rispetto reciproco. Quando queste condizioni ci sono, i risultati arrivano. Quando mancano, il lavoro più tecnicamente perfetto perde significato.

Il lavoro deve essere dignitoso, accessibile e stabile. Questa è la parte più concreta e più urgente di ciò che intendiamo per buon lavoro.

In Italia, ancora oggi, ci sono milioni di persone che lavorano senza tutele, senza continuità, senza la possibilità di pianificare il futuro. E tra queste, le persone con fragilità sono tra le più esposte: il loro tasso di occupazione è ancora drammaticamente basso rispetto alla media, e spesso i percorsi di inserimento lavorativo restano solo sulla carta con convenzioni firmate che però non raggiungono gli obiettivi sperati e soprattutto si dimenticano delle persone.

Noi siamo nati per rispondere a questo problema. Dal 1995 inseriamo lavorativamente persone con fragilità fisiche, psichiche e sociali, all’interno di un contesto professionale reale: un’agenzia di comunicazione onlus che lavora ogni giorno con clienti, su progetti complessi, con standard di qualità elevati e che si mantiene grazie a questo, visto che non facciamo alcuna attività di raccolta fondi.

Crediamo che il lavoro dignitoso è un diritto e costruirlo richiede impegno, metodo e la volontà concreta di non lasciare indietro nessuno.

Al nostro tavolo c’è spazio per tutti

L’inclusione è un principio organizzativo. Significa che quando costruiamo un team, affidiamo un progetto e/o decidiamo come organizzare il lavoro, teniamo conto delle persone per quello che sono, con le loro competenze, caratteristiche e tempi.

Significa anche che l’ambiente di lavoro che costruiamo, fisicamente e culturalmente, deve essere un luogo in cui persone diverse possano lavorare davvero.

Questo richiede un lavoro continuo. Sulle procedure, sulla comunicazione, sulla cultura interna. Richiede di fare domande scomode come: “questo processo è accessibile a tutti?”
o “questa riunione funziona per chi ha bisogni diversi?” e di essere disposti a cambiare quando la risposta è no.

La diversità è la nostra normalità. È una pratica quotidiana da cui non torneremo indietro.

Il buon lavoro ha dei valori e si vedono

Lavorando nella comunicazione sappiamo bene che le parole e le immagini contano, che il modo in cui si racconta qualcosa costruisce realtà.

Per questo il buon lavoro, per noi, è anche una questione di responsabilità comunicativa.

Ogni contenuto che produciamo, articolo, campagna, post social e/o bilancio sociale, porta con sé una scelta su come rappresentare le persone e le organizzazioni. Quelle scelte non sono neutre, possono rafforzare stereotipi o smontarli, possono dare voce a chi normalmente non ce l’ha.
Scegliere una comunicazione etica significa anche questo: sapere che il proprio lavoro ha un impatto e assumersi la responsabilità di quello stesso impatto.

Lavoriamo con organizzazioni del Terzo Settore, con cooperative sociali, con fondazioni, con aziende che vogliono raccontare il proprio impegno in modo autentico. In tutti questi contesti, il buon lavoro comunicativo è quello onesto e rispettoso delle persone che rappresenta.

Il buon lavoro guarda lontano

Un buon lavoro pensa alle persone che verranno dopo, ai giovani che entreranno nel mercato del lavoro, alle comunità che saranno influenzate dalle scelte di oggi, all’ambiente che lasceremo a chi viene dopo di noi.

Questa prospettiva cambia il modo in cui si prendono le decisioni: “questo è sostenibile nel tempo?” oppure “questo ha senso per il contesto in cui operiamo?”.

Noi siamo una cooperativa sociale. Il nostro modello di impresa nasce già con questa doppia responsabilità incorporata: generare valore economico e generare valore sociale, contemporaneamente. 

Crediamo che questo modello, che mette insieme efficienza e missione, professionalità e inclusione, mercato e comunità, sia un vantaggio competitivo: una risposta concreta a chi ci chiede cosa significa, per noi, fare un buon lavoro.

Buon lavoro: nel senso più pieno del termine

Il buon lavoro nasce dalle scelte prese su:

  • Con chi lavorare
  • Come lavorare
  • Per chi lavorare

Nasce dalla volontà di non separare la qualità professionale dalla qualità umana.

Nasce dalla convinzione che il lavoro, quando è davvero buono, fa bene alle persone che lo fanno, alle persone per cui lo si fa, e alla comunità che li circonda.

Questa è la nostra idea di buon lavoro, ne abbiamo fatto anche un Manifesto.

Se ti riconosci in questa visione e stai cercando un partner di comunicazione che condivida questi valori, o se vuoi capire come collaborare con noi. Contattaci.

#collaVoriamo?

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