Il 27 settembre 2025 in Pensieri e Colori abbiamo festeggiato trent’anni di attività. Trent’anni di comunicazione, cooperazione e impatto sociale.

Nata nel 1995 da un’idea di padre Giuseppe Bettoni, la cooperativa è oggi un punto di riferimento a Milano per la comunicazione con valore: un’agenzia che unisce creatività e responsabilità, e che dà lavoro a persone con fragilità fisiche, psichiche e sociali.

Durante l’evento del trentennale — tra ricordi, visioni e nuovi progetti — si sono alternati sul palco il Presidente Alberto, il Direttore Gabriele e Claudia, dipendente e socia lavoratrice della cooperativa. Le loro parole raccontano meglio di qualunque bilancio cosa significa costruire un’impresa sociale che tiene insieme impatto e professionalità.

“Un buon lavoro può fare miracoli” — Alberto, presidente di Pensieri e Colori

“Un buon lavoro può fare miracoli” — Alberto, presidente di Pensieri e Colori

“Faccio parte di questa realtà da quasi trent’anni e abbiamo fatto insieme tutto il percorso. Sono molto emozionato perché Pensieri e Colori è una delle esperienze più belle della mia vita.

Trent’anni sono tanti, ma soprattutto sono stati anni di qualità, fatti di persone, progetti, visioni, che hanno saputo resistere e rigenerarsi.

Come nasce Pensieri e Colori? La cooperativa sociale è stata fondata nell’ottobre del 1995 da un’idea di padre Giuseppe Bettoni. Pensavamo che dopo Arché si sarebbe fermato, invece, due o tre anni dopo, propose di creare qualcosa di complementare all’assistenza pediatrica domiciliare. Sostenere i bambini sieropositivi e le loro famiglie significava anche offrire loro occasioni di riscatto. Una sera ci chiese: “Perché non creiamo occasioni di lavoro per le persone in difficoltà che ruotano intorno ad Arché?” Noi, giovani trentenni pieni di entusiasmo, ci siamo messi a studiare. Abbiamo guardato intorno: imprese di giardinaggio, copisterie, spedizioni, traduzioni… di tutto. Alla fine, però, ci siamo accorti che molte opportunità si scontravano con la realtà. 

Così abbiamo deciso di partire dalle competenze di due volontari: Renato, che poi è stato direttore per 25 anni, e Jacopo, che ci ha aiutato nei primi anni con le sue competenze creative. Oggi al loro posto ci sono Gabriele, attuale direttore, e Alessio, capo grafico. Saranno loro a guidare i prossimi trent’anni. Molte cose sono cambiate, ma una no: un buon lavoro, in un ambiente sereno, può fare miracoli. Abbiamo visto persone ritrovare serenità, voglia di rimettersi in gioco, fiducia. Non da sole, ma in squadra. E i cambiamenti sono stati enormi. Un buon lavoro restituisce autonomia, fiducia e dignità. E questo è l’obiettivo vero di Pensieri Colori. 

Anche la comunicazione è cambiata. Prima carta, ora digitale. Prima concetti, ora slogan. Ma abbiamo sempre cercato di mostrare che la comunicazione non è neutrale: una parola, un’immagine, una scelta narrativa costruiscono relazioni, ampliano orizzonti e offrono visioni. La nostra è sempre stata una comunicazione responsabile, unita a buone relazioni e buoni prodotti. Siamo sopravvissuti – e con successo – in un mondo profit, diverso dal nostro, perché il nostro obiettivo non è il prodotto, ma il buon lavoro. 

In trent’anni abbiamo dato lavoro a quasi 70 persone, di cui 37 con fragilità certificate. Abbiamo accolto stagisti e tirocinanti che hanno imparato un mestiere e poi hanno proseguito fuori da Pensieri e Colori. Questa storia è iniziata grazie a un’intuizione di Giuseppe e dei 18 soci fondatori, che voglio ringraziare. Ma continua a vivere grazie ai collaboratori che negli anni hanno portato avanti la missione con passione. Così quell’idea non è rimasta un sogno, ma è diventata realtà concreta, solida, riconosciuta. 

Oggi festeggiamo i trent’anni. Sono convinto che ce ne saranno altrettanti trenta, con nuovi progetti, nuove persone e nuove iniziative. Grazie a chi c’è stato, a chi c’è e a chi ci sarà.”

“Qui nessuno viene lasciato indietro” — Gabriele, direttore di Pensieri e Colori

“Qui nessuno viene lasciato indietro” — Gabriele, direttore di Pensieri e Colori

“La cooperativa fa parte di me da 25 anni. Tutto è iniziato con una telefonata di Jacopo: “Perché non vieni qui?”. All’epoca lavoravo nella grande distribuzione, chiuso in un cubicolo a fare volantini con sconti al 50%. Triste. Quella chiamata ha cambiato la mia vita.

Da qualche anno ho l’onore e l’onere di raccogliere il testimone da Renato, uno dei fondatori, che ha guidato Pensieri e Colori con visione e dedizione. Il mio impegno oggi è portare avanti quella storia, con continuità ma anche con nuova energia.

Lavoro in un team di dieci persone che mi fanno alzare ogni mattina con la voglia di fare. Torno a casa stanco, ma contento.

La soddisfazione più grande è vedere persone rinascere, rifiorire, e poi camminare da sole. Ricordo una ragazza sorda arrivata da noi tanti anni fa, arrabbiata col mondo, convinta che tutti la prendessero in giro. Dopo l’impianto cocleare tornò con timore, ma la rassicurammo. Un giorno mi disse: “Gabri, stamattina ho sentito abbaiare un cane.”

Una cosa semplice, sempre scontata, ma in questo caso di una forza enorme. Ecco perché continuo a fare questo lavoro: per dare opportunità, per costruire insieme.

Qui nessuno viene lasciato indietro. Non si mette alla porta chi sbaglia o ha una giornata no: si aggiusta, insieme. Non c’è colpa di nessuno, ma responsabilità di tutti.

Io, altrove, non mi immagino. Grazie a chi mi ha portato qui, ai fondatori, a chi ha camminato con me e prima di me.

Spero di poter continuare questo percorso qui, con lo stesso entusiasmo di oggi.”

“Qui ho trovato un posto che mi ha vista per intero” — Claudia, dipendente e socia

“Qui ho trovato un posto che mi ha vista per intero” — Claudia, dipendente e socia

“Quando, due anni fa, la mia TERP, o tecnica della riabilitazione psichiatrica, in CPS mi ha parlato di un tirocinio in Pensieri e Colori, non potevo immaginare che quel primo passo mi avrebbe portata fin qui. 

Arrivavo da un momento difficile, uno di quelli in cui affrontare il peso di ogni singolo giorno è quasi impossibile. Uno di quelli in cui una diagnosi è sinonimo di libertà, perché dà un nome e valida la sofferenza, perché orienta. 

Il lavoro sembrava un traguardo lontanissimo – e invece. 

Arrivata in Pensieri e Colori, non sono stata ridotta alla mia fragilità né esibita come simbolo di diversità. Ho trovato un posto che mi ha vista per intero, nessuno mi ha guardata con pietà, né mi ha messa su un piedistallo. Il mio valore non è “nonostante”, ma in tutta la mia complessità.

Qui ho trovato un ruolo, degli obiettivi, un significato. Sono diventata parte di una catena di lavoro in cui ognuno ha il suo pezzo da costruire, in cui il mio contributo conta. Ho iniziato un tirocinio, e oggi sono dipendente e socia della cooperativa. Ma soprattutto, sono una persona che ha ritrovato il ritmo delle giornate, ha iniziato a riappropriarsi del suo tempo, delle sue competenze, della sua autonomia.

Molti ostacoli derivano dal fatto che la società e i luoghi di lavoro sono strutturati da e per persone neurotipiche. Anche noi spesso incagliamo in meccanismi condizionati da pregiudizio e abilismo interiorizzato, ma si vuole lavorare insieme per decostruire quelle barriere, per creare un ambiente che tenga conto sia delle difficoltà sia delle potenzialità di ciascuno, indipendentemente dal funzionamento della persona. 

Impariamo ogni giorno sul campo cosa significa fare inclusione in ufficio: non basta occupare una posizione, bisogna sentirsi parte di un team, con le proprie esigenze considerate e il proprio modo di funzionare rispettato, credere nella complessità delle persone, restituire dignità e garantire emancipazione.

Continueremo su questa strada, senza dare mai per scontato di sapere già tutto: inclusione vuol dire anche umiltà, onestà intellettuale, messa in discussione e volontà di migliorarsi sempre.

L’augurio che faccio a tutti noi è di continuare a costruire insieme un mondo del lavoro non abilista dove storie come la mia diventino la normalità.”

Trent’anni di futuro

Trent’anni di futuro

Pensieri e Colori continua a crescere come agenzia di comunicazione, al servizio di enti, fondazioni, cooperative e aziende che credono nel valore dell’impatto sociale.
Dal 1995, il nostro lavoro dimostra che la comunicazione può essere uno strumento di trasformazione sociale: parole, immagini e strategie digitali che generano autonomia, fiducia e nuove possibilità.

Trent’anni dopo la sua nascita, la cooperativa guarda avanti: con nuovi progetti, nuove persone e la stessa convinzione che la differenza la fanno sempre le relazioni.

#collaVoriamo?

#collaVoriamo?

Logo Pensieri e Colori tutto bianco
2026-07-16T12:46:47+02:00
Torna in cima